A
Abi
Associazione bancaria italiana, è l'organizzazione delle imprese creditizie e finanziarie operanti in Italia. Vi aderiscono 15 associazioni di settore tra cui Acri, AssoPopolari, Associazione banche private, Federcasse, Assogestioni, Assoreti, Assosim e Assilea. Ha funzioni di rappresentanza di categoria soprattutto nei rapporti con il Governo e la Banca d'Italia, mentre per ora le relazioni sindacali sono ancora seguite da Assicredito e dalle singole associazioni di comparto. L'Abi è guidata da un consiglio di 95 membri e da un esecutivo di 30.
Accumulo
Diritto in base al quale le commissioni di sottoscrizione da pagare per versamenti successivi al primo sono ridotte in proporzione ai versamenti complessivi effettuati.
Albo dei promotori finanziari
Albo istituito presso la CONSOB (vedi) in cui vengono iscritti tutti coloro che sono autorizzati alla sollecitazione del pubblico risparmio.
American Stock Exchange Index
Indice di borsa statunitense valutato sulla media ponderata dei corsi di tutte le società quotate.
American Stock Exchange Index
Indice della Borsa Olandese delle Opzioni.
Analisi di portafoglio
Esame di un insieme di investimenti per quanto riguarda il capitale, i rendimenti, la ripartizione del rischio per settori, paesi e valute.
Analisi economica
Raccolta e studio di dati, mediante l'ausilio di procedimenti e tecniche statistico-matematiche, allo scopo di approfondire la conoscenza di fenomeni economici.
Analisi fondamentale
Studio e valutazione dei dati di bilancio e di conto economico di un'impresa. Mediante questa analisi possono essere valutate le potenzialità future dell'azienda sotto osservazione e da qui la convenienza ad effettuare investimenti su di essa.
Analisi tecnica
Studio dei dati relativi agli andamenti degli indici dei mercati, dei titoli, dei futures e delle divise. L'analisi è riferita a serie storiche (di quotazioni e di volumi trattati) sulla base delle quali vengono elaborate strategie di investimento o di disinvestimento su determinate attività finanziarie.
Area geografica
Comparto di investimento che identifica alcune categorie di fondi comuni di investimento (vedi). Essa identifica le piazze finanziarie o il territorio dove operano aziende oggetto degli investimenti indipendentemente dal settore merceologico (vedi).
Area valutaria
Comparto di investimento che identifica alcune categorie di fondi comuni di investimento (vedi). Essa viene identificata dalla/e divisa/e di riferimento oggetto degli investimenti di uno strumento finanziario.
Asset allocation
Rappresenta la più importante attività di un gestore di patrimoni (fondi comuni, fondi pensione, polizze Vita, ecc.). Essa consiste nella ripartizione del portafoglio tra azioni e obbligazioni all'interno dei diversi mercati di investimento
Asset manager
È il gestore di patrimoni. Spetta a lui definire le politiche tese a massimizzare il rendimento di un fondo e a minimizzarne i rischi. Il suo compito è infatti quello di investire in linea con il mandato ricevuto dai clienti il denaro raccolto. Tra le diverse figure di gestori, quello di fondi comuni di investimento si muove su un orizzonte operativo di breve e di medio periodo, mentre quello di fondi pensione lavora in una prospettiva di lungo periodo
Assogestioni
Associazione di categoria che riunisce le società di gestione dotata di un proprio codice di comportamento.
Assoreti
Associazione di categoria che riunisce circa il 95% delle SIM di distribuzione, la quale ha redatto un codice di comportamento al fine di predisporre una vera e propria disciplina dell'etica degli affari e di garantire l'effettiva tutela del risparmio.
Assosim
Associazione di categoria che riunisce le società di intermediazione mobiliare (SIM).
A.T.I.C.
Associazione Tesorieri Istituzioni Creditizie.
Avvaloramento della quota.
Valore giornaliero di un fondo comune di investimento. Grazie alla determinazione del valore della quota vengono attribuite le quote-parti corrispondenti alle sottoscrizioni effettuate e vengono determinati gli importi da rimborsare.
Azioni
Titoli di credito che rappresentano la misura della partecipazione al capitale di una società e quindi l'insieme dei diritti e obblighi dello status di socio. Sono generalmente nominative (ad eccezione di quelle di risparmio), tutte di uguale valore nominale, qualunque sia la tipologia, e sono trasferibili per girata.
Azioni privilegiate
Tipologia di azione che attribuisce al proprietario diritti diversi da quelli che competono all'azione ordinaria. Viene attribuito il diritto di prelazione nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale allo scioglimento della società. Inoltre i possessori hanno diritto di voto solo nelle assemblee straordinarie.
Azioni di risparmio
Introdotta dalla legge n° 216 del 1974 questo tipo di azione viene emessa solo da aziende quotate in Borsa. E' priva di voto nelle assemblee ordinaria e straordinaria, il voto viene espresso solamente nell'ambito dell'assemblea degli azionisti di risparmio, privilegiata nella ripartizione degli utili (dividendo minimo garantito nella misura del 5% del valore nominale delle azioni) e nel rimborso del capitale e può essere emessa per un importo non superiore (unito a quello delle azioni con voto limitato a sensi dell'art. 2351 c.c.) alla metà del capitale sociale. E' emessa in sede di aumento di capitale ed è ammessa alla quotazione ufficiale nelle Borse Valori (vedi) dove sono quotate le azioni ordinarie delle società. I possessori non hanno diritto di intervenire alle assemblee della società né di chiederne la convocazione. Può essere emessa anche “al portatore” (vedi “certificato al portatore”).
Azioni di compendio
Tipo di azione in cui è convertibile un'obbligazione.
B
Banca depositaria
Banca in cui viene “depositato” il patrimonio di un fondo. Oltre a custodire i titoli e le disponibilità liquide, effettua il regolamento degli acquisti e delle vendite di titoli, di divisa e di altri valori mobiliari, accredita le sottoscrizioni e addebita i rimborsi di quote effettuati dai risparmiatori ed effettua la custodia dei certificati di partecipazione al fondo stesso. La Banca d'Italia, inoltre, affida alla Banca depositaria anche il compito di controllo sulla congruità delle operazioni effettuate dalla società di gestione e la verifica del rispetto dei limiti di investimento in attività finanziarie fissati dalla legge n° 77 del 1983.
Banca d'Italia
Banca centrale italiana. E' la banca che regola e gestisce (per conto dello Stato) la circolazione monetaria, che controlla e sovrintende il sistema creditizio. E', anche, l'organo di vigilanza sugli O.C.V.M.
Basis point (punto base)
Unità di misura corrispondente ad un centesimo di punto percentuale, con cui si indicano le variazioni nel campo finanziario.
Bear market - mercato “orso”
Mercato caratterizzato da quotazioni in ribasso.
Benchmark
Indice di riferimento nella gestione di un'attività finanziaria. Di solito viene utilizzato per il confronto di performance per la valutazione del proprio investimento da parte dei risparmiatori e per il calcolo della performance di gestione da parte dei gestori.
Blue chips
Titoli di aziende molto conosciute per la qualità e la facilità di collocamento dei propri prodotti sul mercato e per la capacità di produrre profitti e dividendi. Le quotazioni di questi titoli (di solito ad alto contenuto patrimoniale) sono relativamente alte per cui offrono redditi bassi. Il termine”blue chip” deriva dal gioco del poker americano, dove le fiches (appunto “chips”) blu sono quelle che hanno maggior valore. In genere sono i titoli guida di un mercato.
Bolla speculativa
È una situazione anomala di mercato che si produce allorché un forte aumento dei prezzi di determinati beni o attività finanziarie genera aspettative diffuse di ulteriore crescita. Un caso tipico di bolla speculativa è quello che si può creare nel settore azionario quando i valori dei titoli cominciano a salire in modo incontrollato. La lievitazione dei corsi finisce a quel punto per autoalimentarsi, discostandosi pericolosamente dal valore reale delle aziende, finché non avviene un repentino e drastico capovolgimento delle aspettative. È allora che si verifica il collasso delle quotazioni. (Fonte: Il Sole 24 Ore).
Bond
Obbligazione di solito valutata in divisa estera.
Borsa Valori
Mercato organizzato e disciplinato dai regolamenti dove, quotidianamente, avvengono le negoziazioni dei titoli quotati ufficialmente e delle divise (cambi).
BOT - Buoni ordinari del Tesoro
Titoli a breve termine a tasso fisso emessi dal Ministero del Tesoro al fine di provvedere alla copertura del fabbisogno statale e al fine di regolare la liquidità del sistema (vedi anche Titoli di Stato). La loro durata è di 3, 6 e 12 mesi. Le emissioni avvengono ogni 15 giorni.
All'estero esistono titoli corrispondenti:
BTF - Bons du Tresor a taux fixe (Francia);
Schuldscheine (Germania);
Treasury bills o T bills (USA);
Short treasury gilts (Gran Bretagna).
Bull market - mercato “toro”
Mercato caratterizzato da quotazioni in rialzo.
Bundesbank
Banca centrale tedesca.
C
CAC - Compagnie de agents de change
Indice della Borsa di Parigi relativo a 9 settori economici.
Calendario di Borsa
Predisposto dalla Consob, ove sono indicati i giorni di apertura, di chiusura e quelli delle scadenze tecniche, per tutte le Borse valori.
Cambiale finanziaria
Titolo di credito (a reddito fisso) all'ordine avente una scadenza non inferiore a tre mesi e non superiore a dodici mesi dalla data di emissione. Consentono alle imprese di ottenere fondi a breve termine senza fare ricorso al sistema bancario ed ad un costo ridotto (intorno al prime rate); istituite con Legge n. 43 - 13.01.1994.
Cambio
Operazione mediante con la quale si convertono divise di una nazione in quelle di una nazione diversa. Questa conversione avviene sulla base di un prezzo chiamato “tasso di cambio”.
Cambio (tasso di)
Valore di una divisa in termini di unità di un'altra.
Canada TSE 300 composite
Indice azionario della borsa canadese.
Capital gain
Questo è un termine inglese che viene utilizzato per indicare i guadagni in conto capitale. Altrimenti detto plusvalenza, esso è espresso dalla differenza (positiva) tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un determinato titolo. Alla possibilità di un capital gain, le azioni e le obbligazioni affiancano sempre una remunerazione periodica. Nel caso delle azioni tale remunerazione è data dai dividendi, in quello delle obbligazioni dal flusso di cedole. Dal primo luglio '98 i capital gain sono soggetti a un'imposizione del 12,5%.
Capital loss
Perdita derivante dalla vendita di attività finanziarie a prezzi inferiori a quelli di acquisto.
Capitale
Nella teoria economica indica uno stock di risorse materiali e immateriali disponibili per contribuire al soddisfacimento di bisogni futuri.
Capitale economico
Entità astratta che indica il valore attuale dei redditi che un'impresa presume di realizzare, calcolato in base ad un tasso d'interesse ipotizzato.
Capitalizzazione di borsa
Valutazione di un titolo ottenuta moltiplicando la quotazione ufficiale per il numero delle azioni che compongono il capitale sociale.
CCT - Certificati di credito del Tesoro
Titoli a medio - lungo termine a tasso variabile utilizzati dall'Autorità Monetarie per consolidare a medio termine l'esposizione debitoria del Tesoro. La loro durata è di 7 anni. Le aste avvengono ogni 30 giorni circa.
Cedola (fondi)
Alcuni fondi obbligazionari distribuiscono annualmente o semestralmente una parte del valore della quota rappresentativo degli interessi maturati nel corso del periodo dai titoli in portafoglio al netto di minusvalenze o altre voci contabili.
Cedola (titoli)
Tagliandi uniti al certificato obbligazionario o azionari che danno diritto all'incasso di interessi o dividendi maturati in un determinato periodo. Per i titoli azionari le cedole vengono anche usate per le operazioni di aumento di capitale.
Certificato
Titolo di credito rappresentativo di una o più azioni, quote di fondi o di parte di un prestito obbligazionario. Stampato secondo precisi requisiti formali e con contenuto obbligatorio.
Certificato cumulativo
E' un certificato “unico” che rappresenta le quote di un fondo sottoscritte da una pluralità di risparmiatori e viene custodito presso la Banca depositaria del fondo stesso. E' equiparabile ad una gestione in monte di quote. Ad ogni sottoscrittore viene attribuito un codice personale che identifica le quote di sua pertinenza.
Certificato singolo
Tipologia di certificato rappresentativo delle quote emesse da una singola sottoscrizione. Può essere “al portatore” o ”nominativo”. Ne può essere richiesto il frazionamento, il raggruppamento, la conversione da “nominativo” al portatore (e viceversa) e può essere utilizzato come garanzia finanziaria.
Certificato al portatore
Valore mobiliare, tra cui anche le quote di fondi comuni, su cui non viene posta nessuna iscrizione di alcun nominativo e il cui trasferimento avviene tramite la semplice consegna materiale dei certificati che li rappresentano.
Certificato nominativo
Certificato singolo intestato ad una o più persone con l'iscrizione in un apposito libro dell'intestazione stessa il cui trasferimento avviene mediante girata e registrazione del nominativo del nuovo “proprietario”.
Circolarità (tra fondi)
Implica la possibilità per il sottoscrittore di un fondo comune di convertire l'investimento in uno qualsiasi dei fondi gestiti dalla stessa società. Il passaggio tra fondi può essere a titolo gratuito od oneroso secondo il regolamento del fondo su cui si effettuata il trasferimento del denaro.
Circolazione (dei titoli)
Regime di trasferimento dei valori mobiliari. In via generale per le obbligazioni il regime di circolazione è “al portatore” e la trasferibilità avviene mediante consegna del titolo. Per le azioni il regime di circolazione è “nominativo” e la trasferibilità avviene tramite girata. Per le quote di fondi comuni il regime di circolazione può essere sia “al portatore” sia “nominativo” secondo la scelta effettuata dal sottoscrittore.
Classificazione
Indica i settori in cui vengono suddivise le varie tipologie dei fondi, a seconda della loro composizione del portafoglio e del tipo di investimento effettuato.
Commissioni
Compensi pagati, direttamente o indirettamente, dai sottoscrittori o acquirenti di strumenti finanziari. Sono esplicite e regolamentate per i fondi comuni, in altri casi non sono evidenti.
Commissioni di gestione
Sono quelle che il gestore preleva su base giornaliera dal patrimonio del fondo comune, a copertura dei suoi costi. Almeno la metà della commissione di gestione va a remunerare la rete di vendita del fondo, mentre la parte restante è trattenuta dalla società di gestione. La commissione grava dunque sul patrimonio gestito ed è trattenuta giornalmente dal valore delle quote. Queste ultime, in altre parole, sono sempre espresse al netto della commissione di gestione.
Commissioni di rimborso
Compenso, se previsto dal regolamento del fondo, pagato dai sottoscrittori al momento dell'uscita dal fondo e calcolate sull'ammontare disinvestito.
Commissioni di sottoscrizione
Compenso pagato dai sottoscrittori al momento dell'acquisizione delle quote di un fondo comune e calcolate sul capitale investito. Con queste commissioni viene remunerata la rete di vendita.
Commissioni di incentivo (o di performance)
Extra compenso pagato dal fondo alla società di gestione se questa è riuscita ad ottenere risultati di performance netta del fondo stesso superiori ad un “benchmark” di riferimento (vedi) fissato dal regolamento. Se i risultati sono inferiori tale compenso non viene erogato.
CONSOB
Sigla che identifica la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. Istituita nel 1974 con la legge n° 216 essa ha l'obbligo di garantire la regolarità degli scambi sui mercati finanziari e sorvegliare l'andamento dei prezzi dei titoli delle società quotate. Con la legge n° 77 del 1983 i controlli sono stati estesi alla sollecitazione del pubblico risparmio e alla tutela dei risparmiatori. Con la legge n° 1 del 1991 autorizza l'esercizio di una o più attività di intermediazione mobiliare delle SIM. Presso tale Commissione sono depositati l'albo dei promotori finanziari, quello delle SIM e l'archivio dei prospetti informativi per l'emissione di nuovi titoli e di quelli per il collocamento di quote di fondi comuni.
Conversione (fondi)
Trasferimento del patrimonio di un risparmiatore da un fondo ad un altro gestiti dalle stessa società di gestione (vedi “circolarità” e “switch”).
Convertibile
(vedi obbligazione convertibile).
Convertibilità
Riferita ad un titolo, indica sia l'epoca in cui questo sarà convertibile in azioni, sia il rapporto in base al quale detta conversione verrà attuata. Riferita ad una moneta, indica la possibilità per la divisa di un Paese di essere convertiti dall'Istituto di emissione in oro o in un'altra divisa convertibile.
Credito d'imposta
Introdotto dalla Legge n. 904 - 16.12.1977 al fine di evitare la doppia tassazione dell'utile sociale. E' pari a nove sedicesimi del dividendo e si somma all'imponibile del socio, in aumento del dividendo; poi si detrae dall'imposta - Irpef o Irpeg - dovuta dal socio.
CTZ
Titolo di Stato simile al BOT (vedi) ma con scadenza a due anni. La struttura del titolo è quella di uno “zero coupon” (vedi).
Currency futures
E' un financial futures avente come oggetto la compravendita di divisa
Currency options
E' un'option avente come oggetto la compravendita di divisa - cash options: conferiscono il diritto a comperare o a vendere una determinata quantità di valuta contro un'altra ad un cambio prefissato - futures options: conferiscono il diritto a comperare o a vendere un contratto di currency futures ad uno specifico prezzo.
Currency swap
(vedi “swap”) Contratto dove lo scambio di flussi di pagamento avviene sulla base di due differenti divise. - Foreign exchange swap: operazione di riporto in cambi, e cioè la simultanea compravendita a pronti di divisa con riacquisto a termine - Long term forward foreign exchange swap: è uno swap in cambi a lungo termine; in esso vengono da una parte definiti i flussi di cassa in una delle due divise (i flussi sono nella norma a tasso fisso), quindi per calcolare i flussi di contropartita, si applicano i cambi a termine equivalenti. - Floating/floating currency swap: gli operatori si scambiano, a pronti e a termine, dei capitali espressi in due divise, e, con frequenza normalmente semestrale, scambiano dei flussi di interesse ancorati al LIBOR di entrambe le divise. - Fixed/floating currency swap: consiste nello scambio a pronti ed a scadenza di capitali in due divise, ad un unico tasso di cambio; nello scambio periodico di pagamenti nelle due divise, di cui uno ancorato al LIBOR, l'altro ad un tasso fisso.
D
DAX
Indice azionario tedesco.
Derivati (prodotti)
Strumenti finanziari il cui andamento deriva dall'andamenti di titoli (azioni, titoli di Stato, obbligazioni), indici di borsa (vedi), tassi di cambio, tassi di interesse, materie prime sottostanti (underlying). (vedi “futures” e “options”).
Dichiarazione d'intenti
Formula alternativa all'opzione del piano di accumulo. Consiste di una agevolazione in base alla quale il partecipante che dichiari di voler investire nel fondo una certa somma frazionata in un certo periodo di tempo paga le commissioni di sottoscrizione previste per l'importo globale anziché quelle previste per l'importo iniziale. Viene adottata da alcuni fondi lussemburghesi.
Distribuzione degli utili
Ripartizione tra i soci dell'utile conseguito al termine di un esercizio.
In base al codice civile non tutto l'utile può essere distribuito: infatti, occorre dedurre l'accantonamento di almeno il 5% di utili a riserva legale fino al raggiungimento di 1/5 del capitale. Gli utili distribuiti si chiamano dividendi (vedi).
Diversificazione
Ripartizione degli investimenti su più attività finanziarie con diversa grado di volatilità (vedi) al fine di minimizzare i rischi connessi agli investimenti stessi.
Dividendo
Quota dell'utile realizzato e distribuito annualmente che viene messo a disposizione da una società a ciascuna azione in circolazione.
Duration
E' la durata media finanziaria di un titolo obbligazionario, la misura temporale concettualmente analoga alla vita residua (cioè al tempo mancante al rimborso del titolo stesso). E' uno strumento di analisi del rischio dei portafogli finanziari.
Può essere considerata come: il tempo medio ponderato in cui un titolo genera flussi di pagamenti (cedole, rimborsi); la reattività media percentuale del prezzo di un'obbligazione rispetto al suo rendimento effettivo.
E
ECU - European Currency Unit
Moneta convenzionale europea.
Esercizio
Periodo di tempo al quale fa riferimento la contabilità di un'impresa.
Eurobond
Obbligazioni collocate sul mercato finanziario europeo da consorzi di banche appartenenti a più paesi.
Eurolira
E' la divisa italiana (la lira) trattata fuori dai confini nazionali.
Eurobbligazioni
Sono i titoli obbligazionari, anche detti eurobond, emessi in una valuta diversa da quella vigente nel Paese d'origine dell'emittente e collocati sui mercati internazionali.
Ente Gestore
Può essere una persona giuridica riconosciuta dagli organi nazionali di vigilanza o un ente di gestione del risparmio, una sua consociata oppure una sua divisione che operi come unità distinta.
Equalizzatore
Meccanismo introdotto recentemente dal Ministero delle Finanze per "equalizzare" il regime fiscale dei fondi esteri (imposta del 12,5% sul maturato annuale della gestione). In pratica, al momento di liquidare l'investimento, l'intermediario finanziario che svolge il compito di sostituto di imposta (o lo stesso risparmiatore nella sua dichiarazione dei redditi) applicheranno una formula messa a punto dai tecnici del ministero che incrementerà l'aliquota sostitutiva del 12,5% in funzione della durata dell'investimento e del rendimento annuale registrato dal fondo estero.
F
FIB 30
Future sull'indice MIB30 della borsa italiana. E' legato all'andamento delle quotazioni di un paniere di 30 blue chips (vedi).
Fee
Commissione.
FED - Federal Reserve Board
E' la banca federale più importante degli Stati Uniti, con sede a Washington e con la funzione di controllare e coordinare l'attività delle 12 “Federal reserve banks” operanti nel paese.
Fiduciaria
Svolge l'attività di amministrazione di beni o quella di gestione di patrimoni mediante operazioni sui valori mobiliari, in nome proprio e per conto di terzi.
Flottante
Quantitativo di titoli azionari negoziabili in Borsa; per l'ammissione alla Borsa il flottante minimo deve essere pari al 25% del capitale rappresentato dalla categoria di appartenenza (ridotto al 10% per l'ammissione al mercato ristretto) ed il numero degli azionisti non deve essere inferiore a 500.
Fondo comune d'investimento
Strumento di investimento collettivo del risparmio che si realizza mediante il versamento di capitali da parte di più partecipanti. Le somme raccolte vengo utilizzate dalle società di gestione per l'acquisto di titoli e divise, che sono di proprietà di tutti i partecipanti in proporzione agli importi versati, pur costituendo un patrimonio indiviso. Il fondo comune è disciplinato dalla legge n° 77 del 1983.
Fondo comune di investimento aperto
Fondo comune in cui il patrimonio varia continuamente per effetto delle nuove sottoscrizioni e dei riscatti. Sottoscrizioni e rimborsi avvengono giornalmente al valore d'inventario.
Fondi ad accumulazione degli utili
Sono così detti quei fondi comuni di investimento, azionari ed obbligazionari, che, per regolamento, reinvestono completamente le cedole e i dividendi maturati nel corso dell'anno attraverso i titoli in portafoglio al fondo stesso. Essi sono l'esatto contrario dei fondi a distribuzione dei proventi. Questi ultimi, infatti, distribuiscono al sottoscrittore un reddito periodico, sia sotto forma di flusso cedolare sia - ma più raramente - sotto forma di flusso di dividendi.
Fondo a distribuzione
I proventi del fondo sono distribuiti ai partecipanti in base alle quote possedute. La distribuzione avviene, secondo quanto descritto dal regolamento del fondo, annualmente, semestralmente o trimestralmente.
(vedi anche “cedola”).
Fondo autorizzato UE
Fondo gestito da società con sede in un paese europeo e conforme alla legislazione comunitaria che ha avuto l'autorizzazione, da parte di Consob, al collocamento sul territorio italiano.
Fondo non autorizzato
Fondi esteri di cui non è stata autorizzata dalla Consob la distribuzione sul territorio nazionale.
Fondo comune di investimento aperto (classificazione)
I fondi vengono classificati secondo la natura e la prevalenza dei valori mobiliari in cui il patrimonio è investito.
Classificazione Assogestioni in vigore da giugno '95.
Fondi azionari
- Azionari italiani
- Si prefiggono un investimento prevalente verso i titoli azionari, con la possibilità d'investire in titoli di emittenti esteri, ma costituendo i titoli di emittenti italiani una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
- Azionari internazionali
- Si prefiggono un investimento prevalente verso i titoli azionari, con la possibilità di investire in titoli di emittenti italiani, ma costituendo i titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
- Azionari specializzati Italia
- Si prefiggono un investimento più che prevalente verso i titoli azionari ed in cui rimane precluso l'investimento in titoli di emittenti esteri.
- Azionari specializzati Europa
- Si prefiggono un investimento più che prevalente verso i titoli azionari dei soli paesi d'Europa, costituendo i titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
- Azionari specializzati America
- Si prefiggono un investimento più che prevalente verso i titoli azionari dei soli paesi americani, costituendo i titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
- Azionari specializzati Pacifico
- Si prefiggono un investimento più che prevalente verso i titoli azionari dei soli paesi dell'Asia e dell'Oceania, costituendo i titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
- Azionari specializzati Paesi emergenti
- Si prefiggono un investimento più che prevalente verso i titoli azionari dei paesi emergenti, costituendo i titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
- Azionari specializzati (classe residuale)
- Si prefiggono un investimento più che prevalente verso i titoli azionari.
Fondi Bilanciati Italiani
Si prefiggono una composizione bilanciata e non predeterminata del portafoglio tra titoli azionari e titoli obbligazionari, con la possibilità di investire in titoli di emittenti esteri, ma costituendo i titoli di emittenti italiani una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
Fondi Bilanciati Internazionali
Si prefiggono una composizione bilanciata e non predeterminata del portafoglio tra titoli azionari e titoli obbligazionari, con la possibilità di investire in titoli di emittenti italiani, ma costituendo i titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio del fondo.
Fondi obbligazionari
- Obbligazionari misti italiani
- Si prefiggono un investimento pari ad almeno l'85% del patrimonio del fondo in titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, con la possibilità di investire in titoli di emittenti esteri, ma costituendo l'investimento in titoli di emittenti italiani una quota più che prevalente del patrimonio del fondo e la quota di titoli azionari non potendo superare il 15% del patrimonio.
- Obbligazionari misti internazionali
- Si prefiggono un investimento pari ad almeno l'85% del patrimonio del fondo in titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, con la possibilità di investire in titoli di emittenti italiani, ma costituendo l'investimento in titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio del fondo e la quota di titoli azionari non potendo superare il 15% del patrimonio.
- Obbligazionari puri italiani
- Si prefiggono un investimento verso i titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, con la possibilità di investire in titoli di emittenti esteri, ma costituendo l'investimento in titoli di emittenti italiani una quota più che prevalente del patrimonio del fondo e rimanendo escluso l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni.
- Obbligazionari puri internazionali
- Si prefiggono un investimento verso i titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, con la possibilità di investire in titoli emittenti italiani, ma costituendo i titoli di emittenti esteri una quota più che prevalente del patrimonio e rimanendo escluso l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni.
- Obbligazionari specializzati Italia breve termine
- Si prefiggono un investimento esclusivo verso i titoli obbligazionari e del mercato monetario a basso rischio e di pronta liquidabilità, rimanendo precluso sia l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni sia l'esposizione al rischio valutario e la vita media delle attività del fondo non potendo essere superiore a 24 mesi.
- Obbligazionari specializzati Italia
- Si prefiggono un investimento esclusivo verso i titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, rimanendo precluso sia l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni che l'esposizione al rischio valutario.
- Obbligazionari specializzati area marco
- Si prefiggono un investimento esclusivo verso i titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, costituendo i titoli di emittenti esteri nell'area del marco e delle valute ad esso collegate una quota fortemente prevalente del patrimonio del fondo e rimanendo precluso l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni.
- Obbligazionari specializzati area dollaro
- Si prefiggono un investimento esclusivo verso i titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, costituendo i titoli di emittenti esteri nell'area del dollaro e delle valute ad esso collegate una quota fortemente prevalente del patrimonio del fondo e rimanendo precluso l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni.
- Obbligazionari specializzati area yen
- Si prefiggono un investimento esclusivo verso i titoli obbligazionari e strumenti del mercato monetario, costituendo i titoli di emittenti esteri nell'area dello yen e delle valute ad esso collegate una quota fortemente prevalente del patrimonio del fondo e rimanendo precluso l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni.
- Si prefiggono un investimento esclusivo verso i titoli obbligazionari e rimanendo precluso l'investimento diretto in titoli azionari o recanti opzioni su azioni.
Fondo comune di investimento chiuso
Creato principalmente per investitori istituzionali ha come obiettivo quello di soddisfare una doppia esigenza: quella di investimento di medio - lungo periodo per quei soggetti che possiedono flussi consistenti di liquidità e quella di capitali freschi per chi vuole sviluppare nuovi progetti (imprese). Sia la sottoscrizione che la liquidazioni dell'investimento possono essere effettuati solo in periodi definiti da regolamento.
Il patrimonio ha un livello massimo e una volta raggiunto tale livello il collocamento si ferma e non sono più ammessi nuovi apporti di denaro.
I sottoscrittori possono rientrare in possesso del capitale solo alla scadenza fissata dal regolamento del fondo (5 o 10 anni dopo il collocamento sul mercato delle quote). Il fondo può essere quotato in Borsa dove è possibile vendere le quote prima del termine del fondo stesso.
Fondo comune di investimento immobiliare chiuso
Strumento finanziario mediante il quale i partecipanti investono in modo indiretto in attività immobiliari: acquisto, vendita e locazione con facoltà di acquisto di appartamenti, immobili civili, industriali e commerciali, con l'esclusione di attività diretta di costruzione e partecipazione in società non quotate che abbiano per oggetto quanto previsto per il fondo.
Essendo di tipo “chiuso” il numero delle quote viene stabilito al momento della costituzione del fondo.
Fondo comune lussemburghese
Fondo venduto in Italia ma costituito in Lussemburgo, paese dove il regime fiscale e le procedure richieste per gli investimenti finanziari sono più favorevoli.
Fondi lussemburghesi storici
Sono stati i primi fondi comuni di investimento distribuiti in Italia, quando ancora non esisteva nel nostro Paese una apposita normativa di regolamentazione. Fanno capo alla Banca Fideuram (Imi), al Credito italiano, alla Banca di Roma, alla Banca Popolare di Lodi e alla compagnia di assicurazioni Ras. Il loro regime di tassazione è identico a quello dei fondi comuni di investimento di diritto italiano.
Fondi esteri autorizzati
Ai fondi di diritto italiano si affianca un certo numero di fondi di diritto estero autorizzati al collocamento in Italia. Essi si dividono in fondi Ue e fondi extra-Ue. Questi fondi sono però gravati da una ritenuta del 12,5% (a titolo di imposta) sulla plusvalenza realizzata, calcolata nella valuta di riferimento. Quelli italiani, fin qui esenti, saranno tuttavia presto equiparati a quelli esteri con la nuova tassazione sui capital gain.
Fondo nazionale di garanzia
Istituito dalla Legge n.1 - 02.01.1991, per la tutela dei crediti vantati dai clienti nei confronti delle Sim in conseguenza dello svolgimento dell'attività di intermediazione in valori mobiliari (L'adesione è obbligatoria per le Sim).
Fondi integrativi
Strumenti finanziario - assicurativi che hanno come obiettivo quello di ottenere risultati economici da erogare ai partecipanti come prestazioni previdenziali al fine di colmare la differenza esistente tra la rendita pensionistica assicurata dal sistema pubblico e l'importo della ultima retribuzione.
Fondi pensione
Sono il principale strumento di previdenza integrativa. La loro funzione è di erogare prestazioni previdenziali principalmente sotto forma di rendite vitalizie corrisposte in quiescenza. Un fondo può essere chiuso o aperto. È chiuso quando è promosso da un'impresa, un'associazione imprenditoriale, una categoria professionale e possono aderirvi soltanto i lavoratori del soggetto proponente. È aperto quando è promosso da un intermediario finanziario (banca, Sim o assicurazione) e possono aderirvi lavoratori di qualsiasi azienda o categoria.
Fondi "no load"
Sono quelli esenti da commissioni di ingresso. Caso tipico, i fondi monetari. Sono classificati come "no load" anche tutti quei fondi che hanno commissioni di ingresso alternative a commissioni di rimborso, che decrescono col passare degli anni, fino ad azzerarsi completamente, di solito, a partire dal quarto anno di investimento. Questo meccanismo è definito "tunnel". I fondi "no load puri" sono invece quelli che non presentano commissioni né di ingresso, né di uscita.
Fondo di fondi
Sono fondi che hanno la caratteristica di investire il 100% del patrimonio in quote di altri fondi, anziché in titoli diretti (azioni, obbligazioni, ecc.) come avviene per i fondi tradizionali. Possono investire in fondi propri (monomarca) oppure gestiti da altre società (multimarca). Nel primo caso non c'è il fenomeno della doppia tassazione che consiste nel pagare due volte la commissione di gestione; la prima sul FdF e la seconda sui sottostanti. Sono trasparenti perché hanno l'obbligo di pubblicare quotidianamente il valore della quota.
Fondo mobiliare chiuso
Sono stati istituti con la legge 344 del '93 e si rivolgono a investitori che dispongono di patrimoni molto elevati e diversificati. Si tratta, infatti, di impieghi molto più rischiosi dei fondi comuni aperti, in quanto indirizzati, fino a un massimo dell'80% del loro patrimonio, verso aziende non quotate e di dimensioni medio-piccole. I tagli minimi di investimento variano dai 100 milioni, se si vanno a sottoscrivere le quote direttamente presso le società di gestione, ai 400 se la sottoscrizione avviene tramite una rete di promotori finanziari.
FTSE 100 (Footsie)
Financial Time Stock Exchange - Indice azionario inglese, sono escluse le società quotate con un socio di maggioranza (quote detenute > 75%).
Future
Contratto mediante il quale due controparti si impegnano a comprare o vendere, ad una certa data futura uno strumento finanziario a un prezzo prefissato.
Se ricorre all'utilizzo dei futures per assumere una posizione di tipo speculativo o per ridurre il rischio di fronte all'incertezza sulle quotazioni di attività reali (merci) o finanziarie (titoli, divise, indici di borsa).
G
Gestione di portafoglio
Attività svolta da una banca o da una società finanziaria alle quali è stato affidato da risparmiatori l'incarico di amministrare al meglio una parte dei propri mezzi finanziari, confidando nella competenza e esperienza del gestore..
Gestione fiduciaria
Amministrazione di patrimoni nell'esclusivo interesse del fiduciante (amministrazione fiduciaria dinamica o amministrazione statica).
Gestione in monte
Metodo di gestione adottato dalle società di gestione di fondi comuni di investimento, in base al quale l'insieme dei versamenti effettuati dai sottoscrittori è investito in massa, nel senso che ai singoli clienti non è attribuibile una parte ben definita del patrimonio del fondo. Mentre il valore del patrimonio netto è divisibile tra i sottoscrittori, poiché a ognuno spetta (al momento in cui decide di chiedere il rimborso) una somma di denaro proporzionale al numero di quote possedute, l'insieme dei titoli che compongono il patrimonio di un fondo è attribuibile ai sottoscrittori solo in maniera generica e indistinta.
Gestione individuale
Metodo di gestione patrimoniale in base al quale gli investimenti di ogni cliente sono mantenuti separati da quelli degli altri. Nei registri contabili (e negli estratti conto inviati al cliente) esiste per ogni risparmiatore l'elenco del numero e del tipo di titoli acquistati e venduti per suo conto nell'ambito del servizio di gestione.
Gestioni patrimoniali
Servizi di gestione di un patrimonio offerti da banche, SIM e società di gestione di fondi comuni che investono il capitale dato loro in gestione in fondi comuni di investimento e SICAV. Il patrimonio conferito in gestione dai singoli clienti costituisce a tutti gli effetti un patrimonio distinto da quello della società di gestione e da quello degli altri clienti: non è dunque consentita alla società una "gestione in monte" nella quale vengono confusi i patrimoni dei clienti, il che darebbe luogo a una forma di fondo comune di investimento. La società deve predisporre dei conti individuali, che permettano al cliente di individuare in ogni momento i beni di sua proprietà, e di cambiare la posizione del portafoglio se lo ritiene opportuno.
Gestore
Figura professionale che ha la responsabilità della gestione (attività di investimento, compravendita di azioni, obbligazioni, eccetera) di un patrimonio e che definisce le strategie da seguire nella composizione del portafoglio. In genere le società di fondi comuni si avvalgono della collaborazione di più gestori, ciascuno responsabile per un determinato settore di investimento (per esempio le azioni italiane, oppure le obbligazioni estere) oppure per uno o più fondi. All'interno di ciascuna società, queste figure professionali agiscono in maniera coordinata, attraverso riunioni e incontri periodici.
GIPS
Sono principi deontologici internazionali per la presentazione delle performance degli investimenti utilizzati dai gestori per assicurare una rappresentazione veritiera e confrontabile e una piena informativa relativa alla propria performance. I GIPS sono emanati dal GIPS Cornmittee sotto l'egida dell'AIMR (Association for Investment Management Research - associazione degli analisti finanziari americani). L'edizione italiana, che si basa su una traduzione dall'inglese a cura dell'Assogestioni, è stata emessa dal Comitato Italiano per gli Standard di Presentazione delle Performance promosso dall'AIAF (Associazione Italiana degli Analisti Finanziari) insieme all'ABI e ad Assogestioni (giugno 1999).
GPF
Gestioni patrimoniali in fondi. Le GPF sono un servizio offerto all'investitore da un intermediario finanziario, attraverso il quale dovrebbe essere teoricamente assicurata l'allocazione ottimale del capitale e quindi il massimo rendimento possibile per un dato livello di rischio. A differenza delle gestioni patrimoniali di tipo tradizionale che impiegano i capitali acquistando singoli titoli o strumenti finanziari, in questo caso l'investimento è orientato all'acquisto di quote di fondi comuni o di Sicav. Inoltre, per sottoscrivere una Gpf, l'importo richiesto è inferiore rispetto a una gestione in titoli.
GPM
Gpm è la sigla utilizzata per indicare la gestione di patrimoni mobiliari. Grazie a questo servizio di gestione individuale il risparmiatore può affidare a un intermediario autorizzato - un istituto di credito, una società di intermediazione mobiliare oppure una sgr - un certo capitale che viene investito sulla base di un piano concordato con il cliente. I tagli minimi per una gestione patrimoniale sono molto elevati, di solito intorno ai 400 milioni. Il motivo di questi importi è dettato dalla necessità di garantire un adeguato livello di diversificazione del portafoglio.
H
Hedge fund
Rappresentano una tipologia di fondi alternativi a quelli tradizionali e in genere presentano un margine di rischio elevato. In Italia non sono diffusi perché la legge che li disciplina impone forti restrizioni, come per esempio l'elevato livello della soglia minima di sottoscrizione. Hanno pochissimi limiti sugli investimenti e fanno ampio uso di strumenti derivati. Tecnicamente sono pool di investimento formati per la maggioranza da soggetti privati, organizzati in partnership e registrati nei cosiddetti paradisi fiscali per ragioni di tassazione, ma anche di regolamentazione.
Hang Seng
Indice azionario della borsa di Hong Kong.
I
IBEX 35
Indice azionario della borsa spagnola.
Imposta sostitutiva
Imposta a carico dei fondi calcolata sulla media annua dei patrimoni dei fondi, che elimina ogni altro onere fiscale ed evita l'imposizione a carico dei partecipanti, pertanto fiscalmente esenti. L'aliquota è pari allo 0.25% del patrimonio, ridotta però allo 0.10% per quella parte del patrimonio del fondo composta da azioni o obbligazioni convertibili di società aventi per oggetto attività industriali. Un'ulteriore riduzione (aliquota allo 0.05%) è prevista per quella parte del patrimonio del fondo investito in titoli di stato.
Indice
È un indicatore che misura l'andamento medio di una serie di variabili (per esempio i prezzi dei beni di consumo, oppure le quotazioni dei fondi comuni o quelle delle azioni quotate alla Borsa di Milano). Nel caso dei fondi, l'indice generale misura quotidianamente l'oscillazione delle quotazioni (cioè la performance) di tutti i fondi presenti sul mercato; gli indici settoriali misurano invece soltanto l'andamento dei prodotti di una determinata categoria (per esempio gli azionari o gli obbligazionari); gli indici di comparto, o subsettoriali, riguardano la dinamica di un particolare gruppo di fondi (per esempio, soltanto gli azionari che investono nelle Borse estere). In Italia, i principali indici dei fondi sono elaborati dalla Banca d'Italia, da Banca Fideuram e dalla Prime. Tutti questi indici sono ponderati: ciò significa che le variazioni del valore della quota di ciascun fondo hanno una maggiore o minore influenza sull'indice a seconda della dimensione del patrimonio del fondo stesso.
Indice dei fondi
E' l'indice che misura la performance dei fondi comuni d'investimento italiani: calcolato dalla Banca Fideuram, viene pubblicato dai principali quotidiani..
Indici di borsa (o di mercato)
Indicatori sintetici della tendenza, al rialzo o al ribasso, dei corsi di una borsa o di un mercato (dei titoli di Stato, dei futures, delle opzioni, ...), con riferimento a una determinata base di valore e di tempo.
Vengono utilizzati come “benchmarks” (vedi) dai gestori di strumenti finanziari per il raffronto di performance e per valutare il proprio operato.
Indice beta
Indicatore di rischio dell'investimento di un titolo, basato sul rapporto tra il rendimento medio di un fondo registrato in un certo periodo di tempo e l'ampiezza delle oscillazioni fatte registrare nel frattempo dalla quota. Serve a valutare se, e di quanto, i gestori sono stati in grado di “battere il mercato”.
Indice di Sharpe
Rapporto tra il rendimento in un certo periodo di tempo di un investimento (decurtato del rendimento di un investimento a rischio zero nello stesso periodo) e la volatilità che lo ha caratterizzato.
Tale valore indica il rischio che un gestore si assume per “performare” meglio rispetto all'investimento migliore (cioè privo di rischio).
Insider trading
Attività svolta da chi sfrutta informazioni riservate di cui viene in possesso nell'esercizio delle proprie funzioni cercando di trarne vantaggi.
Interest Rate Caps (protected interest rate agreement)
E' un contratto che garantisce all'acquirente, a fronte del pagamento di un premio, una compensazione se un determinato indice interest rate (ad es. il LIBOR) supera un livello prefissato (reperibile unicamente sul mercato over the counter).
Interst Rate Collar (protected interest rate agreement)
E' una combinazione di un cap e di un floor, fatta allo scopo di copertura delle oscillazioni dei tassi d'interesse nei due sensi oltre una determinata fascia (reperibile unicamente sul mercato over the counter).
Interest Rate Floor (protected interest rate agreement)
E' un contratto che garantisce all'acquirente, a fronte del pagamento di un premio, una compensazione se un determinato indice interst rate scende sotto un livello prefissato (reperibile unicamente sul mercato over the counter).
Interest Rate Futures
è un contratto che impegna a ricevere o consegnare una determinata quantità di una merce o attività finanziaria ad un prezzo prefissato e ad una data futura o in un periodo di tempo futuro
- interest rate futures a breve: lo strumento sottostante ha durata inferiore l'anno; il prezzo del futures è espresso sempre come 100 - il tasso dello strumento finanziario, conservando così la relazione inversa tra tassi e prezzi
- interest rate futures a lungo: lo strumento sottostante ha durata superiore l'anno; il prezzo è espresso in base al tasso di interesse, esattamente come nel mercato a pronti (cash).
Interest Rate Options
E' un'option che conferisce il diritto ad acquistare o vendere uno strumento interst rate, quali generalmente depositi o strumenti negoziabili (T-bills o titoli a più lunga scadenza), oppure strumenti futures.
Interest Rate Swap
E' un accordo in base al quale due controparti si scambiano periodicamente dei flussi di pagamenti, che vengono calcolati applicando a un capitale nominale un tasso di interesse il cui livello o parametro di indicizzazione viene stabilito al momento della stipulazione. Una delle due parti effettua i pagamenti sulla base di un tasso fisso, mentre i pagamenti dell'altra parte sono determinati utilizzando un tasso variabile ancorato ad un parametro di indicizzazione (es. Libor, prime rate, etc.).
Investimento
Destinazione delle disponibilità liquide in uno o più titoli.
Investitore istituzionale
Operatore che per vincolo di statuto effettua consistenti investimenti sul mercato mobiliare con scelte razionali. Ad esempio: fondi comuni di investimento, fondi pensioni, società assicuratrici, società finanziarie, banche sia italiani che esteri.
ISSA
International Security Market Association.
I.T.S. Intermarket Trading System
Sistema elettronico all'interno del National Market System (vedi) al quale sono collegate in tempo reale tutte le borse valori americane aderenti (N.Y.S.E., A.M.E.X., Boston, Midwest, Philadelphia e Pacific Coast).
J
Junk bond
Si tratta dei titoli obbligazionari ad alto rischio (da questo il soprannome junk bond, letteralmente "titoli spazzatura") e ad alto rendimento che furono inventati negli anni '80 dall'enfant prodige della finanza Michael Milken. Con essi fu possibile finanziare aziende che sul mercato dei prestiti di qualità non avrebbero ottenuto un rating sufficiente a piazzare i propri titoli di debito sul mercato. Oggi, ripuliti dagli eccessi del passato, sono un importante comparto del reddito fisso Usa e una cruciale forma di finanziamento per le società emergenti.
JPM Index
Indice obbligazionario statunitense.
K
L
Legge 77/83
Legge istitutiva dei fondi comuni di investimento mobiliari aperti di diritto nazionale.
Legge 1/91
Legge istitutiva delle società di intermediazione mobiliare (SIM).
Liquidabilità di un investimento
Capacità di un investimento ad essere convertito in liquidità in qualsiasi momento.
LIFFE
London international financial futures exchange.
LIBOR
London Interbank Offered Rate; tasso interbancario inglese.
Liquidità
È la parte del patrimonio di un fondo che viene investita in attività a brevissima scadenza, come il denaro contante, le operazioni di pronti contro termine, le commercial paper.
Load (fondo)
È un fondo comune per il quale, al momento della sottoscrizione, al risparmiatore vengono addebitate commissioni di ingresso. La maggior parte dei fondi italiani prevede il pagamento delle commissioni di ingresso.
M
Market timing
Consiste nel prevedere il momento più propizio, più vantaggioso, in cui investire e disinvestire da un determinato mercato o da un determinato titolo. È tuttavia opinione diffusa che, in un investimento di lungo periodo, il market timing non sia per niente determinante ai fini del rendimento finale del capitale. Secondo questa tesi è invece considerata più decisiva l'asset allocation, ossia la ripartizione del portafoglio tra componente azionaria e obbligazionaria e tra componente nazionale e internazionale.
Massa amministrata
Insieme delle attività (azioni, obbligazioni, contanti, eccetera) amministrate dalla società di gestione per conto dei risparmiatori. Può essere utilizzato come sinonimo di patrimonio e può essere riferito sia a un singolo fondo sia all'insieme dei prodotti che fanno capo a una società di gestione.
Mercati emergenti
Paesi asiatici, economie latine-americane, economie di transizione dell'Est europeo, paesi medio-orientali e africani selezionati.
Mercato
Insieme delle transazioni (acquisto e vendita) su attività finanziarie.
Mercato primario
Complesso delle operazioni di sottoscrizione e di collocamento dei titoli tra il pubblico dei risparmiatori e di investitori istituzionali.
Mercato secondario
Complesso delle negoziazioni su titoli già emessi o comunque già collocati tra i pubblico dei risparmiatori. Vi si accede per effettuare investimenti
Mercato ristretto
Vengono trattati titoli che per ragioni particolari (es. poco flottante) non possono essere iscritti al listino ufficiale oppure sono in attesa di esserlo.
Mercato over the counter
Mercato non soggetto al controllo di un'apposita autorità che lo regolamenti.
Terzo mercato
Mercato parallelo a quello ufficiale in cui vengono trattati, senza controlli e restrizioni, titoli e divise. Attraverso le negoziazioni al terzo mercato si creano i presupposti per un allargamento del base azionaria dei titoli trattati, requisito indispensabile per poter accedere alla quotazione ufficiale o al mercato ristretto.
Mercato telematico
Circuito informatico per la contrattazione continua sul mercato secondario dei titoli (titoli di Stato e azioni) e strumenti derivati (futures e options).
In Italia è stato istituito con Decreto del Ministero del Tesoro dell'8 febbraio 1988.
Mercato finanziario
Insieme dei flussi dei capitali di un'economia.
Mercato monetario
Complesso delle negoziazioni di prestiti e di titoli con vita residua inferiore a 18 mesi. Mercato su cui vengono concentrati gli interventi di controllo e aggiustamento della liquidità del sistema.
Mercato obbligazionario
Mercato in cui vengono scambiati titoli a medio e lungo termine a reddito “fisso”. Esprime anche il tasso di interesse di lungo termine del sistema.
Mercato azionario
Mercato che rispecchiale condizioni di salute di un'economia (attraverso il corso dei profitti delle aziende quotate).
Sul suo andamento si riflettono avvenimenti politici, sociali, notizie aziendali, problemi dei singoli operatori.
Matif
Indice mercato futures borsa francese.
MIB 30
Indice delle prime 30 “blue chips” del listino azionario della borsa di Milano. Le azioni che sono state inserite nel paniere appartengono per un terzo al settore industriale e due terzi al settore finanziario.
Mibtel
Indice azionario borsa telematica italiana.
Mif
Mercato Italiano dei Futures. I contratti trattati su tale mercato sono riferiti ai BTP quinquennali e decennali.
Minusvalenza
Perdita non ancora realizzata, ma potenziale.
MSCI Morgan Stanley Capital Index
Indice azionario borse internazionali.
MTO
Mercato Telematico delle Opzioni.
N
National Market System
Mercato mobiliare nato in seguito ad un accordo fra le principali borse valori americane.
Nasdaq National Association of Securities Dealers Automated Quotation System
Indice azionario borsa americana per le società che non hanno i requisiti per poter accedere al NYSE o all'Amex.
Nikkei average
Indice della borsa di Tokyo calcolato sulla media delle quotazioni di 225 società quotate.
No load (fondo)
È un fondo comune per il quale, al momento della sottoscrizione, al risparmiatore non vengono addebitate commissioni di ingresso. I fondi no load spesso prevedono il pagamento di una commissione di uscita se il risparmiatore decide di farsi liquidare il proprio capitale prima di un certo numero di anni. Se non prevede neanche le commissioni di uscita il fondo si definisce no load puro.
NYSE
Sigla del New York Stock Exchange, la più importante borsa valori degli Stati Uniti, con sede a New York.
O
Obbligazione
È un certificato emesso da un soggetto (una società, uno Stato o un ente) per prendere capitali a prestito. L'obbligazione rappresenta dunque un debito del soggetto che l'ha emessa e un credito (nei confronti dell'emittente) per chi la possiede. Sull'obbligazione sono riportate le condizioni del prestito: la scadenza (cioè il giorno in cui sarà rimborsato il capitale) e il tasso di interesse che viene riconosciuto al portatore del certificato. Le obbligazioni più comuni in Italia sono i titoli di Stato. Le obbligazioni possono essere convertibili in azioni.
Obbligazione convertibile
Titolo obbligazionario che può essere convertito in azioni entro un certo periodo di tempo e secondo il rapporto di conversione stabilito dal regolamento del prestito.
Obbligazioni equity linked
Equity linked significa che il rendimento di queste obbligazioni è garantito solo in parte, essendo la parte restante collegata all'andamento di un certo paniere azionario (per esempio, a un paniere di titoli di telecomunicazione, farmaceutici, assicurativi, tecnologici e così via). Sono dunque obbligazioni che incorporano una quota di rischio, ma che danno diritto comunque a un rendimento minimo - che deve peraltro figurare nel regolamento dell'emissione - anche nel caso in cui le azioni del paniere dovessero registrare una performance negativa .
Obbligazione ordinaria
Titolo di credito, normalmente al portatore, che rappresenta una quota del debito contratto dall'ente .
Obbligazioni strutturate
Sono obbligazioni legate a pacchetti di strumenti finanziari sofisticati che le suddividono in più categorie (reverse floater, equity index linked, reverse convertible, costant maturity bond e molti altri ancora). Strutturare un'obbligazione significa renderla più complessa, ma, spesso, più redditizia. Oltre ai meccanismi classici, il pagamento degli interessi in unica soluzione, zero coupons, o in più soluzioni, o il rimborso del prestito solo a scadenza o con un piano d'ammortamento definito a priori, l'ingegneria finanziaria ha trovato modo di sbizzarrirsi, offrendo titoli collegati ai mercati azionari, a singole azioni o emissioni con andamento della cedola variabile.
OICR
Fondi comuni di investimento o Sicav, organismi regolamentati in base alle direttive dell'Unione europea.
OICVM
Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari. Sigla che sta ad indicare tutte le forme di gestione collettiva del risparmio che possono essere istituite in Italia grazie alla Direttiva CEE n° 661/85.
Comprendono: fondi comuni di investimento, SICAV, fondi chiusi, fondi pensione, fondi immobiliari.
Opa
L'Offerta pubblica di acquisto è uno strumento a tutela degli azionisti minori. L'obbligo dell'Opa, disciplinato dalla legge 149 del '92 che è stata integrata con il recente Testo unico della finanza, scatta ogni qualvolta un azionista o più azionisti riuniti in un patto di sindacato superino il 30% del capitale di una società. L'Opa, che può essere incrementale, totalitaria o residuale, fa sì che gli azionisti di minoranza, tra cui i piccoli risparmiatori, possano vendere - se lo desiderano - i loro titoli allo stesso prezzo per azione al quale è avvenuta la transazione del pacco di controllo.
Option
Contratto che dà il diritto di acquistare o vendere una determinata quantità di beni, di titoli, o di divise ad un prezzo prefissato per una data futura dietro la corresponsione di un premio.
Orizzonte temporale
È il periodo entro cui si può essere ragionevolmente sicuri che il proprio capitale impiegato in un determinato modo può offrire un certo rendimento. L'orizzonte può essere breve (mesi), medio (un anno o più) o lungo (5-10 anni) in base agli obiettivi e ai livelli di rischio che l'investitore intende correre. L'investimento diretto in azioni, oppure indiretto tramite la partecipazione a fondi comuni, necessita di un orizzonte lungo. È infatti dimostrato, per quanto riguarda la Borsa Usa, che nel lungo periodo le azioni rendono sempre più dei titoli di Stato.
Oscillazioni
Indicano le variazioni registrate dalle quotazioni dei titoli.
Over the counter (OTC)
Mercato non soggetto al controllo di un'apposita autorità che lo regolamenti.
P
Piani di accumulazione di capitale (PAC)
E' un metodo di risparmio che permette di investire somme di denaro (anche modeste) in un fondo comune di investimento con cadenza periodica per un periodo predeterminato di tempo.
Paesi OCSE
Ne fanno parte Paesi europei ed extraeuropei; è un'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Paesi emergenti
Sono i paesi asiatici, le economie latino-americane, le economie di transizione dell'est europeo e i paesi meridionali ed africani selezionati.C'è interesse per le riforme economiche che aumentano la capacità di far fronte ai debiti contratti; una riduzione dei rischi sociali e politici dovuta ad una sostenuta crescita economica, le politiche economiche rivolte a beneficiare l'espansione del settore privato, la forza di lavoro è disposta alla mobilità, i mercati locali sono orientati ad investimenti diretti e di portafoglio.
Partecipante
È il sottoscrittore delle quote di un fondo comune di investimento.
Patrimonio netto (del fondo)
È l'insieme delle attività che fanno capo a un fondo di investimento (azioni, obbligazioni, liquidità e altri strumenti finanziari), al netto delle eventuali passività. In sostanza, si tratta dell'insieme dei capitali che il gestore di un fondo amministra per conto dei sottoscrittori.
Performance
Termine inglese che indica il risultato di un fondo (quindi il rendimento offerto al risparmiatore) in un determinato arco di tempo. La performance si ottiene calcolando la variazione percentuale della quotazione del fondo in un certo periodo (mesi o anni), tenuto conto degli eventuali dividendi distribuiti. Le performance sono sempre espresse al netto della commissione di gestione, ma al lordo delle spese di sottoscrizione o di quelle eventualmente richieste all'atto del riscatto.
PIC
Sottoscrizione di un fondo comune di investimento in un'unica soluzione.
PIL (Prodotto interno lordo)
E' la cifra che esprime il valore dei beni e dei servizi prodotti in un anno in Italia; per mezzo delle sue variazioni si può formulare una prima valutazione dello “stato di salute” della nazione.
Plusvalenza
Guadagno che deriva dalla rivalutazione degli investimenti; si realizza soltanto al momento della vendita.
Politica di gestione
Viene definita dai responsabili delle società di gestione, tenendo presente tutte le indicazioni fornite dagli andamenti del mercato domestico ed internazionale, nonché le indicazioni delle previsioni economiche.
Portafoglio titoli
È la parte del patrimonio di un fondo che è investita in valori mobiliari, cioè obbligazioni, azioni, obbligazioni convertibili, titoli di Stato, nonché in altri tipi di strumenti finanziari. I titoli che possono essere acquistati sono rigidamente fissati nei regolamenti di ciascun fondo.
Prevalenza dell'investimento
Il principio che individua per ciascun fondo i valori mobiliari che dovranno costituire la parte più consistente del portafoglio, senza indicare limiti specifici, in modo da crescere ed ampliare le potenzialità della gestione secondo le varie opportunità dei singoli mercati.
Premium
Differenza fra la quotazione di borsa dell'azione di un “closed end investment trust” ed il suo valore netto di inventario.
Prezzi al consumo (per le famigli di operai e impiegati)
Indice dei prezzi al dettaglio di un campione di beni e servizi che rappresenta gli acquisti di un determinato ceto economico.
Prezzo di apertura
E' determinato tenendo conto del prezzo di riferimento del giorno precedente.
Prezzo di riferimento
E' costituito dal prezzo medio ponderato relativo all'ultimo 10% delle quantità trattate nella seduta borsistica.
Prezzo ufficiale
Prezzo medio ponderato sulle quantità trattate nel corso della giornata (per i titoli trattati in continua).
Price earning (p/e)
Il rapporto prezzo/utile per azione, in inglese price/earning, indicato anche come p/e, è l'indicatore più utilizzato per valutare la convenienza di un'azione quotata. Indica quante volte il mercato moltiplica gli utili aziendali. Per calcolarlo è meglio utilizzare una stima degli utili perché il prezzo di Borsa dovrebbe appunto scontare i profitti futuri più che quelli passati. Più il p/e è elevato e più l'azione è sopravvalutata. Ma per affermarlo con certezza è meglio fare confronti con le aziende concorrenti o con le medie storiche.
Prime rate
Tasso d'interesse sui finanziamenti a breve termine concessi dal sistema creditizio alla clientela migliore.
Promotore finanziario
Figura professionale che svolge attività di promozione di prodotti e servizi finanziari, cioè di sollecitazione del pubblico risparmio. I promotori sono come agenti di vendita e fanno capo a una impresa di investimento (Sim, società di intermediazione mobiliare) autorizzata appunto alla sollecitazione del pubblico risparmio, oppure a una banca. Per diventare promotori finanziari bisogna svolgere un periodo di pratica e sostenere un apposito esame, una volta passato il quale si ottiene l'iscrizione all'Albo professionale tenuto presso la Consob.
Prospetto informativo
Documento che deve essere obbligatoriamente consegnato al cliente prima che questo aderisca a qualsiasi proposta di sottoscrizione di un fondo comune. Contiene tutte le informazioni relative al fondo comune, dalle caratteristiche alla filosofia di investimento, dai costi alle modalità di adesione, dalla banca depositaria ai soggetti incaricati al collocamento.
Prospetto giornaliero
Documento che riporta il valore unitario delle quote e del valore complessivo netto del fondo.
Prospetto semestrale
Documento pubblicato dai fondi comuni contenente il riepilogo di tutte le attività possedute ed il dettaglio delle operazioni realizzate in acquisto ed n vendita. Serve per poter valutare la politica di gestione seguita.
Provento
Termine che indica l'utile conseguito da un fondo comune in un determinato periodo di tempo. Può essere distribuito tra i partecipanti (nel caso del fondo a distribuzione dei proventi) oppure (nel caso dei fondi ad accumulazione) accrescere il patrimonio del fondo e, quindi, il valore delle quote in possesso dei sottoscrittori.
Q
Quartili
È la suddivisione dei fondi, per ciascuna delle categorie di appartenenza, in quattro fasce o quartili. Poiché i fondi sono ordinati dal migliore al peggiore, nel I quartile figurano quelli con le performance più brillanti, nel II quelli buoni, nel III quelli medi e nel IV quelli meno redditizi. La classifica serve in primo luogo a valutare la continuità dei rendimenti e in seconda battuta a individuare i punti di forza re di debolezza delle società di gestione poiché essa, oltre che a livello globale, viene applicata anche ai singoli settori di investimento (azionario, obbligazionario, italiano ed estero).
Quota
È una frazione del patrimonio del fondo. Tutte le quote di uno stesso fondo hanno identico valore e, all'atto della sottoscrizione, al cliente ne viene attribuito un numero pari all'ammontare del versamento (al netto di spese e commissioni) diviso per il valore della quota in quel momento. Quando aderisce a un fondo il risparmiatore può decidere se farsi consegnare il certificato rappresentativo delle quote che ha sottoscritto, oppure se lasciare che queste confluiscano nel certificato cumulativo tenuto presso la banca depositaria. Questa seconda opzione è la più economica e la più semplice. Il valore della quota varia ogni giorno e viene pubblicato sui principali quotidiani, compreso Il Sole-24 Ore.
R
Raccolta lorda
E' il volume delle sottoscrizioni fatte dai risparmiatori, che affluiscono nelle casse dei fondi comuni.
Raccolta netta
E' il saldo fra tutti i nuovi versamenti dei clienti e tutti i riscatti; può essere anche negativa.
Rating
E' l'indicatore del grado di solvibilità di un soggetto debitore quale uno Stato o un'impresa. I più importanti rating sono quelli elaborati dalle società statunitensi Moody's e Standard & Poor's. Essi esprimono il merito di credito degli emittenti di prestiti obbligazionari sui mercati internazionali. La tripla A (AAA) indica il massimo dell'affidabilità del debitore: i voti scendono progressivamente su AA, A, BBB, BB, B. La tripla C (CCC) è il rating che si assegna ai debitori assai inaffidabili.
Recesso (diritto di)
Previsto dalla legge, è il diritto che ha il risparmiatore di annullare, entro cinque giorni dalla sua stipula, il contratto di sottoscrizione di un fondo comune. Questo diritto è esercitabile soltanto se il contratto rappresenta una "vendita a domicilio" effettuata dal promotore finanziario, e non se la sottoscrizione è avvenuta presso uno sportello bancario o presso la sede di una impresa di investimento (una Sim).
Redditi di capitale
Redditi derivanti dall'impiego ordinario del capitale ossia redditi da cedole, interessi su depositi e su conti correnti, interessi per operazioni di pronti contro termine, rendite finanziarie, capitali corrisposti per polizze vita, premi di emissione su titoli pubblici e su obbligazioni, differenziale di prezzo tra sottoscrizione e riscatto di OICR, altri proventi derivanti dall'impiego del capitale, con esclusione di tutti quelli che potrebbero generare guadagni o perdite in relazione ad eventi.
Redditi diversi
Redditi realizzati attraverso la differenza tra i prezzi di acquisto e di vendita: cessione di partecipazioni azionarie e societarie, compravendita di strumenti derivati, differenziali tra prezzo di acquisto e di vendita di obbligazioni, titoli di stato e valute e/o altri strumenti finanziari.
Regime del risparmio amministrato
Con il Regime del Risparmio Amministrato il risparmiatore continuerà a subire la ritenuta del 12,50% sui redditi di capitale e su ciascuna plusvalenza realizzata, la Banca applicherà l'imposta del 12,50%.
Presupposto per la scelta di questo Regime e l'esistenza di un contratto di custodia e amministrazione titoli.
In presenza di minusvalenze, la Banca provvederà a dedurle dalle successive plusvalenze realizzate nello stesso periodo d'imposta.
Poiché la tassazione viene effettuata dalla Banca su ogni operazione, è possibile compensare le minusvalenze solo con le plusvalenze successive.
Al termine dell'esercizio le eventuali minusvalenze residue saranno portate in diminuzione delle plusvaienze dei successivi periodi d'imposta, non oltre il quarto.
Questo regime non comporta per il risparmiatore oneri amministrativi e contabili e permette di mantenere l'anonimato fiscale.
Regime del risparmio gestito
Con il regime del Risparmio Gestito le imposte non sono pagate in ragione dei singoli proventi conseguiti (interessi, dividendi, scarti di emissione, plusvalenze) ma vengono calcolate dalla Banca una volta l'anno in ragione del Risultato conseguito dalla gestione patrimoni.
Presupposto per la scelta di questo regime è il conferimento alla Banca di un mandato di gestione patrimoni.
II Risultato della gestione, su cui si applica l'imposta, è la performance positiva del patrimonio maturata nel periodo d'imposta (anno solare).
Se il Risultato della gestione risulta negativo, la minusvalenza potrà essere portata in diminuzione del risultato positivo dei successivi periodi d'imposta (entro il limite di quattro anni).
Questo regime non comporta per il risparmiatore incombenze amministrative o contabili e conserva l'anonimato fiscale.
Regime ordinario o della dichiarazione
Il risparmiatore subisce la ritenuta del 12,50% sui Redditi di Capitale, mentre dove esporre nella Dichiarazione dei Redditi tutte le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla compravendita di titoli, oltre a tutti gli altri capital gains realizzati nel periodo d'imposta (anno solare).
Effettuata la compensazione tra le plusvalenze e le minusvalenze, l'eventuale saldo positivo verrà tassato con l'aliquota del 12,50%.
In caso di saldo negativo, esso verrà precisato nella Dichiarazione dei Redditi e potrà essere portato in deduzione delle plusvalenze realizzate negli anni successivi, non oltre il quarto.
Questo regime comporta per il risparmiatore oneri amministrativi e contabili nonché la perdita dell'anonimato fiscale.
Regolamento del fondo
Stabilisce il nome e la durata del fondo, la banca depositaria, gli indirizzi ed i limiti dell'investimento, i termini di partecipazione al fondo stesso, di sottoscrizione e di rimborso delle quote, le commissioni e gli oneri a carico dei partecipanti, le spese a carico della società di gestione.
Relazione semestrale
Documento pubblicato dai fondi comuni contenente il riepilogo di tutte le attività possedute e il dettaglio delle operazioni realizzate in compravendita. È lo strumento utile per poter valutare la politica di gestione seguita.
Rendiconto annuale
Documento elaborato a fine anno dalla società di gestione e comprende tutti i dati dell'esercizio.
Rendimento
Misura dell'incremento di valore nel tempo del capitale inizialmente investito.
Rendimento annualizzato
È il dato più comunemente impiegato per rappresentare il ritorno composto su base annua di un certo investimento (annualized return in versione anglosassone). Nelle analisi di convenienza di un investimento, l'obiettivo è di calcolare per il risparmiatore un rendimento annualizzato al netto di imposte e commissioni. Il rendimento annualizzato dei fondi comuni di investimento pubblicato nelle classifiche sulle performance non tiene conto, in particolare, delle sole commissioni di ingresso.
Rendimento effettivo
Rendimento a scadenza di un titolo obbligazionario.
Rendimento immediato
Rapporto tra cedola e prezzo di mercato di un titolo obbligazionario.
Rendimento titolo azionario
Rapporto fra l'importo del dividendo unitario effettivamente distribuito dalla società e la quotazione di borsa del titolo.
Rete di vendita
E' composta dai promotori finanziari di una SIM di sollecitazione di pubblico risparmio o di una banca (normalmente avviene quando la società di gestione è di emanazione bancaria).
RIBOR
Rome interbank offered rate.
Rimbalzo
Indica un repentino passaggio da una tendenza negativa ad una positiva, con apprezzabili plusvalenze nelle quotazioni.
Rimbalzo tecnico
Si presume che gli acquisti traggano origine più da momentanee ricoperture che da ordini di acquisto dati in previsione di un nuovo e duraturo orientamento delle quotazioni al rialzo.
Rimborso
In generale sta ad indicare il rimborso monetario a qualsiasi titolo; riacquisto di una obbligazione o di altro titolo di debito fatto da una società, da una banca, dal governo, pagandone al possessore il suo valore.
Rimborsi programmati
Operazione di riscatto delle quote che segue un piano predefinito dal partecipante al fondo. In pratica è esattamente l'operazione opposta al Pac: il cliente si fa liquidare a rate il proprio investimento. Con il rimborso programmato si ha la possibilità di beneficiare di un flusso di entrate periodico, che può integrare lo stipendio o la pensione. Questo flusso, però, non rappresenta il rendimento via via ottenuto dal fondo, ma è un vero e proprio rimborso progressivo del capitale investito dal cliente. Alla fine del programma di rimborso, infatti, al cliente saranno state liquidate tutte le quote del fondo da lui possedute. Bisogna prestare estrema attenzione quando qualcuno propone, a fronte di un versamento in un fondo, un flusso di reddito periodico garantito: non si tratta di un flusso di reddito, ma di un progressivo rimborso del capitale.
Riscatto
Domanda di rimborso o di disinvestimento, anche parziale, avanzata dal cliente alla società di gestione dei fondi. Quando i riscatti superano le nuove sottoscrizioni, i gestori sono costretti a vendere una parte dei titoli contenuti nel portafoglio dei fondi per far fronte alle liquidazioni.
Rischio (dell'investimento)
Eventualità di subire un danno, una perdita economica, connessa a vicende fortuite e fondata su determinate previsioni sul futuro.
Rischio di cambio
E' dato dall'eventualità che alla liquidazione di un'operazione finanziaria o commerciale che comporta la compravendita o l'assunzione di impegni in divisa, la quotazione della divisa differisca da quello vigente al momento della conclusione dell'operazione.
Rischio non sistematico
Variabilità dei guadagni di portafoglio, che non può essere spiegata dai movimenti del portafoglio del mercato.
Rischio sistematico
Fluttuazione del tasso di guadagno di un portafoglio (anche di un solo investimento), in relazione alla fluttuazione del tasso di guadagno del portafoglio di mercato. Può essere valutato tramite regressioni statistiche (vedi: indice beta).
Risparmio
Parte del reddito, più o meno consistente, di una famiglia che non viene destinato al consumo.
S
Settore merceologico
Comparto di investimento che identifica alcune categorie di fondi comuni di investimento (vedi). Essa viene identificato dagli investimenti dello strumento finanziario in titoli emesse da aziende che hanno come principale attività quella corrispondente ad un determinato comparto operativo.
SICAV
Le Società di investimento a capitale variabile funzionano come un fondo comune di investimento: raccolgono capitali tra i risparmiatori e li investono nei mercati finanziari per farli fruttare al meglio. Ogni Sicav può essere divisa in più comparti, ciascuno specializzato in un tipo di investimento (azionario od obbligazionario, per esempio). La differenza più importante è nella natura dei certificati che il risparmiatore sottoscrive: per il fondo si tratta di quote di partecipazione, per le Sicav di vere e proprie azioni che danno il diritto di voto in assemblea.
SIM
Società di intermediazione mobiliare istituite con la Legge 1/91; unici soggetti autorizzati dalla legge ad effettuare le compravendite in borsa, ma anche a gestire patrimoni per conto terzi, a raccogliere ordini dai risparmiatori e a fornire consulenza in tema di investimenti.
Sgr
Questa sigla indica le società di gestione del risparmio, l'evoluzione delle società di gestione dei fondi comuni. La principale caratteristica delle Sgr è quella di introdurre la figura del gestore unico poiché a esse fanno capo sia le gestioni collettive (fondi comuni di investimento) sia quelle individuali (Gestioni patrimoniali tradizionali e Gestioni in quote di fondi). Le Sgr consentono ai gestori di raggiungere dimensioni sempre maggiori in termini di patrimonio e soprattutto di ridurre i costi attraverso economie di scala.
Small cap
Sono i titoli delle piccole imprese. Parecchi di essi sono però caratterizzati da liquidità e controvalori scambiati di modesta entità. La loro negoziazione può dunque presentare inconvenienti. Tanto è vero che diversi fondi preferiscono non averli in portafoglio. Le Borse in cui le small cap sono maggiormente rappresentate (se ne contano a migliaia) sono quelle di Londra e New York, dove sono scambiate sulla base di specifici indici, rispettivamente il Ftse small cap e il Russell 2000.
Società di gestione
È una società per azioni autorizzata alla gestione di fondi comuni. Il patrimonio della società è separato da quello del fondo. Ciò significa che se la società subisce delle perdite queste non ricadono sui risparmiatori che hanno investito in uno dei fondi da essa gestiti. In base all'art.1 della legge n.77/83 deve essere una società per azioni avente per oggetto esclusivo la gestione dei fondi comuni di investimento in valori mobiliari di tipo aperto. Deve essere autorizzata dal Ministero del Tesoro.
Società di revisione
Certifica la correttezza e regolarità della contabilità della società di gestione e del fondo e dei bilanci delle società quotate.
Sollecitazione pubblico risparmio
Ogni pubblico annuncio di emissione, ogni acquisto o vendita mediante offerta al pubblico, ogni offerta di pubblica sottoscrizione, ogni pubblica offerta di scambio di valori mobiliari, ogni forma di collocamento porta a porta, a mezzo circolari e mezzi di comunicazione di massa in genere, nonché ogni annuncio pubblicitario tendente ad offrire informazioni o consigli al pubblico degli investitori, concernenti valori mobiliari non ancora emessi o per i quali l'emittente o l'offerente non abbia già predisposto il prospetto informativo fatta eccezione per quelli quotati presso le borse valori (art.18 ter L. 7.06.74 n.216).
Sottoscrittore
E' il partecipante al fondo comune, colui che ne possiede le quote.
Sottoscrizione
Operazione di acquisto delle quote di un fondo. Deve essere effettuata soltanto dopo avere esaminato il prospetto informativo, in modo che siano ben chiari le caratteristiche, i rischi e le opportunità che presenta l'investimento in fondi. Per perfezionare la sottoscrizione bisogna firmare un apposito modulo. L'adesione a un fondo può avvenire o con un versamento in unica soluzione (PIC) o con versamenti rateali (Piani di Accumulazione del Capitale - PAC).
Specializzazione
Processo attraverso il quale gli investimenti effettuati dai sottoscrittori delle quote di fondi comuni siano indirizzati completamente ad una sola tipologia di prodotto, di paese, di divisa. E' l'opposto di diversificazione.
Speculatore
E' colui che acquista titoli non per investimento, ma per rivenderli al più presto sperando in rapidi profitti, a fronte anche di rischi elevati.
Split
Operazione alla quale possono essere sottoposte le azioni ordinarie e che ha lo scopo di diminuire il valore per azione aumentando in proporzione il numero delle azioni in modo da non cambiare il valore azionario totale. L'operazione viene generalmente attuata per rendere la quotazione di borsa accessibile ad un maggior numero di risparmiatori.
Spread
Indica la differenza tra la quotazione di acquisto e quella di vendita.
Stacco cedola
Operazione che conferisce ai possessori di titoli il diritto di riscuotere gli interessi o il dividendo maturato.
S&P (Standard & Poor's 500)
Indice delle quotazioni del mercato azionario negli Stati Uniti; prende in esame l'andamento delle quotazioni di 500 titoli; include titoli negoziati al Nyse, all'Amex e all'Otc. Usato come benchmark (vedi) nelle gestioni dei portafogli.
Stock Index future
La composizione di questo paniere di azioni corrisponde di norma a quello dell'indice più corrente della rispettiva borsa.
Stock picking
E' l'attività di selezione dei titoli azionari che si presume possano rivalutarsi in modo più rapido, praticata dagli intermediari. Uno dei principali criteri guida dello stock picker, ossia del gestore di un fondo o di un patrimonio, è di stimare gli utili attesi di un'impresa (informazione-base dell'analisi fondamentale). La stima dei profitti consente poi di calcolare il p/e atteso, il price/earning, cioè il rapporto tra prezzo per azione e utile netto per azione, e di metterlo a confronto con il p/e del settore in cui l'impresa è attiva.
Strumento derivato
Strumento finanziario la cui valutazione è strettamente correlata a quella di un altro titolo sottostante.
Swap
Operazione finanziaria in cui due controparti si impegnano a scambiarsi flussi monetari (interessi o capitali) in entrata o in uscita e di effettuare l'operazione inversa ad una data futura determinata e a condizioni prestabilite.
Switch
Meccanismo che consente al sottoscrittore di passare a condizioni agevolate (cioè senza pagare commissioni di ingresso od ottenere uno sconto) da un fondo a un altro di una stessa società di gestione. In genere questo servizio viene sfruttato da chi possiede un giardinetto di fondi e, in base all'andamento dei mercati decide, autonomamente o su consiglio del promotore, di disinvestire da un prodotto per entrare in un altro che offre maggiori possibilità di guadagno. Viene anche utilizzato in senso inverso, e cioè, con l'obiettivo di consolidare i rendimenti conseguiti in precedenza (in questo caso lo spostamento avviene verso fondi più tranquilli con un margine di rischio molto limitato).
T
Tassazione
Ogni forma legale coattiva di prelievo monetario effettuato dalla pubblica amministrazione sulle risorse (reddito, ricchezza) dei privati e delle società.
Testo unico della finanza
È il decreto legislativo approvato nei mesi scorsi dal Consiglio dei ministri, predisposto da una commissione presieduta dal direttore generale del Tesoro, Mario Draghi (da cui anche il nome di Bozza Draghi), con cui sono state introdotte nuove norme di regolamentazione dei mercati finanziari e della corporate governance, ossia del sistema di governo delle imprese. In vigore dal 1° luglio, il decreto disciplinerà, tra l'altro, l'operato degli intermediari e modificherà una serie di norme esistenti, tra cui - molto attesa - quella sulle Opa.
Trasferimento del certificato
I certificati al portatore possono essere trasferiti con la semplice consegna del titolo (art.2003 c.c.); i certificati nominativi possono essere trasferiti solo mediante regolare girata o dichiarazione equivalente autenticata da un notaio (art.2022 c.c.).
Titolo di Stato
Titoli obbligazionari emesse dal Ministero del Tesoro per il finanziamento del fabbisogno corrente dello Stato.
Secondo la scadenza o delle caratteristiche assumono diverse denominazioni: BOT, BTP, BTE, CCT, CTE, CTZ.
Titoli growth e titoli value
Con questo termine vengono indicate due tipologie di titoli: quelli che hanno la particolarità di avere un elevato potenziale di crescita (growth) e quindi un rapporto prezzo su utili (p/e) molto alto e quelli che, al contrario hanno un certo valore intrinseco, in quanto sono sottovalutati dal mercato (in questo caso, quindi, il rapporto prezzo su utili è basso). I primi sono generalmente più volatili e quindi maggiormente soggetti a variazioni di prezzo consistenti anche nel giro di pochissimo tempo. I secondi, invece, sono più stabili.
Titoli guida
vedi “Blue chips”
Titoli strutturati
La Borsa (attraverso l'articolo 2.2.20 del regolamento dei mercati organizzati, emanato il 2 gennaio '98) ha definito strutturati quei titoli obbligazionari il cui rimborso e/o la cui remunerazione è indicizzata all'andamento dei prezzi di una delle seguenti attività finanziarie: azioni o panieri di azioni quotate in Italia e all'estero; indici azionari o panieri di indici; valute. Nei fatti, quantunque esclusi da questa definizione, sono considerati strutturati anche i titoli reverse floater, ossia i titoli a tasso misto, sia variabile sia fisso.
T - Bonds
Titoli a lunghissimo termine a tasso fisso (fino a 30 anni) emessi per finanziare progetti dal governo degli Stati Uniti.
Trading on line
Compravendita di azioni e obbligazioni tramite Internet. Il servizio, molto diffuso negli Stati Uniti, comincia a essere offerto anche in Italia da diversi istituti (Popolare di Brescia, Agricola mantovana, Cassa di risparmio di Firenze e altri). Con un pc collegato alla rete fissa o a un telefonino, il risparmiatore può accedere in tempo reale alle negoziazioni di Borsa, conoscere i prezzi dei titoli, acquistarli e venderli con addebito e accredito immediato sul proprio conto corrente, a fronte di commissioni ridotte.
Trend
Tendenza o andamento di varie attività.
Tus
Tasso che la banca centrale applica alle operazioni di rifinanziamento delle banche. Di regola è il tasso più basso del mercato del credito e serve come punto di orientamento per tutti gli altri tassi. La variazione del Tus comporta una variazione nella convenienza a ricorrere al rifinanziamento presso la Banca d'Italia e di conseguenza incide sulla quantità di denaro di cui le banche possono disporre per concedere a loro volta credito alla clientela. La manovra sul Tus segnala le tendenze di politica monetaria delle autorità preposte.
U
Unit trust
Fondi comuni di investimento aperti anglosassoni.
US treasury
(vedi T-Bonds)
V
Valore della quota
Valore della quota come parte dell'intero patrimonio del fondo, calcolato ai fini delle sottoscrizioni e dei rimborsi. Si determina sommando la liquidità detenuta sul conto corrente al valore di tutti i titoli posseduti dal fondo (ai prezzi di borsa), tenendo conto dei ratei d'interesse sui titoli a reddito fisso.
Valuta
Termine usato per indicare genericamente monete emesse da altri stati, sia il giorno a partire del quale decorre l'investimento o il disinvestimento.
Volatilità
Indica la rischiosità di un investimento. Quanto più uno strumento finanziario è volatile, tanto maggiore è l'aspettativa di guadagni elevati, ma anche il rischio di perdite. La deviazione standard è l'indicatore di volatilità più frequentemente integrato nell'informativa sulla redditività dei fondi. Essa permette di misurare quanto un determinato fondo abbia probabilità di allontanarsi dal suo andamento medio. L'informazione sulla variabilità dei rendimenti è indispensabile per valutare le performance dei fondi.
W
Warrant
Diritto di acquisto o di sottoscrizione di titoli a un prezzo prestabilito entro un determinato periodo. Può essere abbinato ad azioni o obbligazioni o emesso autonomamente.
La circolazione, comunque, avviene separata dal titolo ed ha una quotazione propria.
Wall Street
Termine usato per indicare la borsa valori di New York, ovvero il New York Stock Exchange.
X
Y
Z
Zero coupon
Caratteristiche dei titoli zero coupon, altrimenti detti senza cedola, è di non corrispondere alcun interesse periodico al sottoscrittore, ma di essere acquistati con una sorta di sconto iniziale al quale corrisponde il versamento alla scadenza del capitale nominale. Per fare qualche esempio, sono zero coupon i BoT e i CTz, mentre sono titoli con cedola i CcT e i BTp. Il vantaggio per il risparmiatore che decide di sottoscrivere uno zero coupon è sostanzialmente di ordine pratico perché non dovrà occuparsi del reinvestimento delle cedole.