29/01/2010
Il Mercato Azionario
Nel mese di gennaio i mercati azionari hanno evidenziato un andamento negativo che ha interessato tutte le aree geografiche.
I mercati azionari hanno iniziato bene l’anno sulle attese di riprese degli utili aziendali e sulla convinzione di un miglioramento del quadro macroeconomico. Il Beige Book della Fed ha evidenziato da un lato un andamento contenuto dell’attività economica e dall’altro una prosecuzione del trend di miglioramento che diventa più generalizzato. Tradizionalmente la Fed non ha mai attuato aumento di tassi prima che la disoccupazione non cominciasse a registrare flessioni. La flessione che ha avuto inizio nella seconda metà del mese è stata alimentata dai timori sulla Grecia, dalle iniziative della Cina in materia di politica monetaria e dalle azioni che intende varare l’amministrazione Usa relativamente al comparto finanziario.
Sui mercati azionari l’attenzione degli investitori si è concentrata sui primi risultati degli utili relativi al quarto trimestre 2009. In particolare, il mercato è stato parzialmente deluso dai risultati di JP Morgan troppo legati all’andamento dei mercati finanziari (in particolare all’attività di trading) e deludenti per l’attività di banca tradizionale (crediti). Positivi i dati trimestrali delle società legate alla tecnologia , in particolare IBM e Intel. A creare volatilità sui mercati hanno contribuito anche le notizie provenienti dalla Grecia, dove il governo ha trasmesso alla Commissione Europea un ambizioso piano di risanamento dei conti pubblici. Il piano, che prevede di riportare il disavanzo di bilancio sotto il 3% nel 2012 (dall’attuale 12,7%), ha suscitato perplessità tra gli investitori che rimangono scettici sulla capacità del governo di rispettare gli impegni presi.
Parte della negatività dei mercati mostrata nella seconda parte del mese è da attribuire alle proposte del presidente USA Obama relativamente all’introduzione di maggiori limiti operativi nei confronti delle banche e alla richiesta di un maggiore rafforzamento patrimoniale con l’obiettivo di ridurre la fragilità ed i rischi operativi delle banche.
Nonostante il forte rally iniziato lo scorso marzo, riteniamo che il contesto sia ancora favorevole ai mercati azionari per le seguenti ragioni:
- in media storicamente, dopo un potente bear market e il forte rimbalzo dei primi 10 mesi, il mercato nei 12 mesi successivi continua a mostrare rendimenti positivi, seppur decisamente più modesti;
- i tassi di interesse a breve dovrebbero rimanere bassi: in particolare crediamo che la Federal Reserve non aumenterà i tassi per tutto il 2010 e possibilmente oltre;
- la crescita degli utili societari non dovrebbe deludere le aspettative, in quanto una modesta crescita delle vendite dovrebbe impattare considerevolmente gli utili netti dato l’alto livello corrente di leverage operativo delle aziende.
I rischi che potrebbero impattare negativamente sono a nostro avviso i seguenti:
- una deludente performance dell’economia americana, in particolare riguardo ad una persistente alta disoccupazione;
- un potenziale rialzo dei tassi di interesse, non tanto dovuto a una ripresa dell’inflazione o un’azione di rialzo dei tassi di riferimento delle Banche Centrali, ma piuttosto dovuto a un possibile squilibrio fra domanda e offerta di titoli di stato, con le banche centrali US e UK che ritirano gradualmente il QE (quantitative easing);
- un aumento, più elevato delle attese, dei prezzi delle commodities durante il 2010 derivante dalla forte crescita dei paesi emergenti
I fattori di rischio sopracitati ci inducono a mantenere una posizione neutrale verso i mercati azionari, nonostante il contesto generale favorevole. Visto che la probabilità di materializzazione di questi rischi e’ più forte nella seconda metà del 2010, questo ci potrebbe indurre a un sottopeso della componente azionaria più tardi nel corso del 2010.
Nel mese di gennaio 2010 i mercati hanno evidenziato una correzione che ha interessato in particolare i settori delle banche, dell’auto e delle risosrse di base con ribassi intorno al 6% circa. Più contenute le perdite dei comparti legati alle assicurazioni (-3% circa) e ai titoli industriali (-1% circa). In territorio positivo spicca il comparto tecnologico (+5,4%) seguito con rialzi più contenuti da healt care (+0,89%) e da food & beverage ((+0,38%).