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Mercato dei cambi

29/01/2010

Il Mercato dei Cambi

Dopo un inizio anno tranquillo, la seconda parte del mese si caratterizza per una debolezza generalizzata dell’Euro nei confronti delle principali valute in coincidenza con il rapido acuirsi della crisi prima sui bond Greci e successivamente con l’estensione ad altri Paesi periferici. L’incertezza dei mercati sul tema, unita probabilmente all’impreparazione delle potenziali conseguenze, favorisce l’indebolimento progressivo della valuta europea, che fatica a recuperare anche nelle brevi fasi in cui si presenta di qualche breve schiarita all’orizzonte. Allo scetticismo che avvolge la divisa europea, in termini anche di possibile capacità di tenuta dell’Area Euro, si aggiunge peraltro una mutata percezione su chi anticiperà la manovra al rialzo sui tassi, con la Fed ormai in anticipo sulla Bce, e sulle prospettive di crescita, sempre a favore degli USA. Possibile pertanto, in caso di incremento della volatilità dei mercati, un’ulteriore estensione del movimento di rafforzamento della divisa statunitense attualmente in atto.

 

L’iniziale recupero della sterlina, sull’onda della generalizzata debolezza dell’euro, si scontra però verso fine mese coi problemi interni della Gran Bretagna che non lasciano eccessivo spazio ad un ulteriore recupero nel breve termine. Per quanto riguarda lo Yen il Governatore della Bank of Japan Masaaki Shirakawa ha rilasciato dichiarazioni che è pronto a rapide e decise azioni per stabilizzare i mercati dei cambi, con implicito riferimento al preoccupante rafforzamento della valuta nipponica, peraltro inatteso dai mercati. Attesa nel corso del mese di febbraio per una possibile rivalutazione dello Yuan a causa di timori inflattivi, o a causa di pressioni da parte di altri Paesi, che peraltro ad oggi hanno sortito effetti contrari.

 

Dal punto di vista delle materie prime da segnalare una generalizzata correzione come evidenziato dal ribasso pari a -6,28% circa dell’indice CRB. Dopo l’aumento osservato nel 2009 (circa +25%) l’oro ha corretto in gennaio in misura pari a -1,47%. Alla base della correzione il rimbalzo del dollaro, la risalita dei tassi di interesse (che comporta un incremento del costo di detenzione del metallo prezioso) combinati con l’avvio di politiche meno espansive delle banche centrali e dei governi (eventuali ritiri degli stimoli).