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Mercato obbligazionario

29/01/2010

Il Mercato Obbligazionario

Nel mercato obbligazionario l’attenzione è stata catalizzata dalla Grecia che, a partire da metà mese, è stata presa di mira dai mercati nonostante il successo di un’emissione di rifinanziamento per 8bn di euro. La preoccupazione ultima dei mercati in sé non è però relativa alla disastrata ed inaffidabile situazione greca (il peso della Grecia nell’area euro è pari al 3% circa ), ma al rischio di contagio sugli altri Paesi non Core a causa delle preoccupazioni sulla capacità di contenimento dei deficit di bilancio. A questo proposito sembra per ora premiata l’Irlanda, sia pur in un contesto generalizzato di allargamento degli spread su tutte le scadenze della curva, mentre il Portogallo subisce un primo pesante giudizio negativo sulla manovra di bilancio impostata, ritenuta insufficiente dai mercati, come pure la Spagna soffre a causa della revisione al rialzo delle stime di deficit 2009 dal 9,5% al 11,4%. In particolare sulla Spagna manteniamo un atteggiamento negativo a causa del deterioramento dei conti pubblici in un contesto di elevata disoccupazione, difficilmente riassorbibile nel breve termine. Come pure sulla Grecia manteniamo un sottopeso rilevante a causa delle incertezze dei prossimi mesi, mentre privilegiamo gli investimenti sull’Italia, soprattutto sulla parte a breve.

 

Pur ritenendo altamente improbabile, almeno nel breve termine, un default della Grecia; la mancanza di tempismo e di coordinamento di qualsiasi forma di supporto da parte dei Paesi Core dell’Area Euro, potrebbe portare ad una situazione difficilmente gestibile, per cui pur avendo un’idea fortemente negativa, non propendiamo per il peggio nel prossimo futuro.

 

La particolarità di questa crisi fra l’altro non vede tanto svilupparsi un fly to quality sulla Germania e gli altri Paesi core, ma pesanti allargamenti sui Paesi più deboli. Buona la resistenza dell’Italia, che solo l’ultimo giorno del mese evidenzia segni di cedimento, dovuti peraltro a mercati nervosi che allargano gli spreads denaro/lettera in modo non abituale, sulla parte a breve della curva. Ci attendiamo comunque volatilità sull’Italia anche se riteniamo che nel corso dell’anno sia questa la scommessa vincente nell’ambito dei Paesi dell’Area Euro. Sostanzialmente omogenei gli spread sulla curva tedesca nel corso del mese che, da inizio anno, recuperano 20 tick yields, mentre la curva italiana rimane tendenzialmente stabile intorno ai valori di partenza.

 

L’impatto dei dati macroeconomici quali PMI manifatturieri, PMI servizi e IFO in particolare, rallentano comunque la corsa al rialzo del Bund in quanto superiori alle attese, ma incidono negativamente su alcuni paesi periferici quali la Spagna, l’Irlanda e la Grecia in quanto danno segnali di minor crescita rispetto alla media Europea. Sempre contenuta l’inflazione core che si pensa stabile nei prossimi mesi. In leggero recupero la curva UK, soprattutto sulla parte a breve, anche se vediamo come appuntamento decisivo, nel corso delle prossime settimane, la decisione della BOE sul programma di QE (stimolo monetario). Pur non essendo attesa in sé un’estensione delle politiche di QE, il mercato potrebbe propendere per un atteggiamento più negativo sia a causa della ingente offerta dei prossimi mesi, che dall’andamento inflattivo. Resta valida pertanto l’idea di un sottopeso generalizzato a favore di investimenti sull’area Euro. In buon restringimento nel corso del mese la curva Usa soprattutto sulla parte fino a 5 anni, in media pari a –0.30 la diminuzione degli spread a causa delle reiterate dichiarazioni di tenere i tassi a lungo bassi; meno performante la parte a lunga su cui pesa l’ormai prossima fine del programma di QE da parte della FED.

 

Stabile la curva Giapponese, con solo i tassi a 10 anni in leggera salita di 5 Bps. Ottima la performance degli indici di credito che, dopo l’ottima partenza di inizio anno, rintracciano in modo moderato, dimostrando una più che buona tenuta considerato la volatilità presente sui Paesi periferici dell’Europa. Nel corso del mese è stato ridotto il sottopeso di duration sulle parti a breve, prevalentemente mediante l’acquisto di BTP, mentre è stata mantenuta una duration prossima a quella prevista dal benchmark sulle parti a lungo termine. In leggero incremento la componente corporates. Buona per ora la tenuta dei governativi Emergenti, soprattutto tenuto conto dell’allargamento in atto sui Paesi Europei, fra cui anche la Gran Bretagna.